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Emergenza alluvione in Liguria

Articolo a cura di Giuliano Mattei Foto Piffer Eligio


 La Protezione Civile A.N.A. di Trento con i suoi Nu.Vol.A., ha concluso in maniera ottimale, l’emergenza dei profughi provenienti dalla Libia durata ben cinque mesi, con base logistica al campo scuola a Marco di Rovereto, che ha provato duramente i volontari per il lungo periodo d’impegno, con turni sì brevi, ma continui e per tanti mesi, con la diversità d’intervento, per il supporto dato a persone con culture ed abitudine diverse, ma che ha sempre egregiamente soddisfatto, con serietà e quella professionalità che comporta il nostro settore.
Siamo dei volontari e per i lunghi periodi alle volte non è semplice reperire persone con competenze operative ben definite, per coprire le turnificazioni necessarie.
Sembrava di aver finalmente concluso un periodo pieno d’impegno, che non si fa tempo a mettere lo zaino a terra che una nuova emergenza ci attiva per dare aiuto alla Regione Liguria, lesionata duramente da una alluvione che devasta molte città e paesi, portando con se morti e disperazione.
Si partiva per Brugnato in provincia di La Spezia, dove era richiesto il nostro intervento, dal sopralluogo effettuato si doveva individuare il da farsi, agli occhi si presentava un’enorme scempio del territorio, paesi allagati e pieni di melma e fango penetrati nelle case e nei negozi, alvei pieni di detriti da rimuovere, smottamenti un po’ dappertutto, uno spettacolo già visto tante altre volte che però ti tocca dentro per la diversità del posto e delle persone che si vanno ad aiutare.
Val di Magra e Val di Vara, due valli che con i suoi fiumi hanno portato a valle il finimondo, tra le altre cose la caduta di un ponte, isolando un paese(Rocchetta)… Uno spettacolo impressionante.
Dopo un incontro col sindaco di Brugnato che ci presentava la grave situazione, a Trento veniva attivata urgentemente, con partenza immediata, una colonna mobile con circa cento volontari inseriti nel sistema della Protezione Civile Provinciale, tra cui noi Nu.Vol.A. per il nostro settore di competenza,. Nel frattempo veniva identificava l’area per il montaggio del “Campo Trento” e la predisposizione dei lavori da eseguire per tutti i volontari che stavano arrivando (Vigili del fuoco, volontari e permanenti, Forestali, Croce Rossa, Geologi, Bacini montani ecc). Per il primo intervento noi Nu.Vol.A. formavamo una squadra di 16 volontari, la necessità era dover dare nel minor tempo un campo attrezzato per tutte le necessità, cosa riuscita egregiamente, con la popolazione visibilmente sorpresa nel vedere nascere dal nulla un Campo base come normalmente mettiamo in operatività noi trentini.
In poche ore il Campo era pronto per l’accoglienza, con cucina, mensa, tende dormitori e servizi, cose indispensabili per poter dare giustamente nel migliore dei modi il necessario supporto logistico agli operatori che già operavano sui posti individuati nelle riunioni precedenti.
Dopo una settimana d’impegno da parte della Provincia Autonoma di Trento, per l’organizzazione di avvicendamento e di coordinamento, la fase dell’emergenza passava alla regione Veneto, che dava a sua volta la gestione per il proseguo degli interventi all’A.N.A. veneta.
Per noi, essendo parte del 3° raggruppamento e avendo già sul posto le nostre attrezzature, era normale dare la nostra disponibilità per altri otto giorni e tornare in quel di Brugnato con altri 12 volontari per concludere l’intervento iniziato il 29 ottobre e terminato il 19 novembre.
Quei giorni non solo la Liguria era sottosopra, ma altre regioni d’Italia con altri morti, inondazioni e catastrofi, il fiume Po dava tantissime preoccupazioni, sia per Torino che Alessandria e veniva il ricordo dell’alluvione del 06 novembre 1994 dove tanti di noi sono intervenuti, con molta meno organizzazione, con molto meno attrezzature ma sempre con la stessa volontà e caparbietà alpina, di andare ad aiutare persone meno fortunate di noi colpite da qualunque emergenza, persone che perdono in poco tempo familiari, tutta una vita di lavoro e sacrifici, di casa, di ricordi, di mezzi di sostentamento e di riferimenti. Forse arriveranno sì degli aiuti, ma non sostituiranno mai tutto quello che si perde di una vita vissuta in poche ore o minuti.
Anche in questo caso la Protezione Civile A.N.A. di Trento era allertata e come sempre pronta a partire in pochissime ore con mezzi, attrezzature e volontari. Fortunatamente non si è dovuto intervenire ma forse, e lo si sente ripetere sempre ma non si sa perché non viene fatto, se si investisse sul prevenire e mettere in sicurezza il territorio qualcosa si potrebbe salvare.

 

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